Una recensione particolare
- Redazione
- Dec 21, 2025
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Commento fotografico al libro di Reşat Nuri Güntekin, Yaprak Dökümü

Attraversò lentamente le vie sempre più silenziose di Üsküdar. Si incamminò verso la salita del cimitero di Karacaahmet. Ali Rıza Bey non aveva mai avuto un cuore incline ai lunghi cammini. E quando una salita gli si parava davanti, sentiva il petto stringersi, come se l’aria gli venisse meno. [p. 28]

Quella notte, nella sua casa, aleggiava un’atmosfera straordinaria e inspiegabile. Il cancello del giardino era aperto (…) Alla fine, sotto il pergolato, nel giardino, a una tavola elegantemente apparecchiata, gli diedero la lieta notizia. [p. 29]

Le ragazze, tuttavia, non avevano ancora assaporato il peso del mondo. Per loro, indugiare a letto qualche ora in più non portava, per il momento, alcun danno. Sebbene ora facesse parte anche lui di quei pigri della casa, quella mattina si era svegliato ancora una volta prima del sole. Come ogni giorno, prese in mano un libro e si avvicinò alla finestra. Ma non riusciva a leggere. Rimase a lungo immerso nei pensieri davanti a una pagina aperta, finché la moglie non accese il fuoco e preparò il tè del mattino. [p. 33]

Con un secchio in mano, passeggiava nel giardino: smuoveva la terra sotto i fiori, annaffiava le verdure, toglieva gli insetti dai giovani alberi. Ma nella sua mente c’erano solo i suoi figli. Sua moglie, senza dubbio, era una donna ignorante. Tuttavia, la sua inquietudine non sembrava del tutto infondata. Le parole che aveva pronunciato non erano certo da trascurare. I loro figli erano davvero in pericolo? O, peggio ancora, come lei aveva insinuato, c’era stato forse un errore nella loro educazione? Per prima cosa si figurò davanti agli occhi la figlia maggiore, Fikret. [p. 40]

Eppure, per forza d’abitudine strappava le erbacce che invadevano il giardino, si occupava dei fiori. Ma quando, colpito dalla sensazione che fosse passato molto tempo, alzava il capo e vedeva il sole ancora fermo nel medesimo punto, non sapeva più cosa pensare. Era diventata un’abitudine, quella di uscire ogni giorno all’ora dei traghetti del mattino e della sera fino al cancello della strada. Con le mani dietro la schiena, camminava avanti e indietro lungo il muro del giardino, osservando il via vai degli impiegati che andavano e tornavano dal lavoro, con la malinconia di una cicogna ferita che guarda le sue simili volare in cielo. [p. 44]

All’inizio aveva cominciato a fermarsi a riposare nei chioschi lungo i viali durante le sue passeggiate verso Çamlıca o il mercato di Üsküdar. Poi, pian piano, si era abituato alle caffetterie del quartiere. Nei primi tempi si isolava in un angolo a leggere il giornale. Il disgusto che provava verso gli avventori abituali di quei luoghi non lo aveva ancora del tutto abbandonato. [p. 46, 47]

I poveri vecchi, come se scappassero da un incendio, la mattina lasciavano le loro case in tutta fretta, per rimanere nei caffè fino a notte fonda: litigavano, sonnecchiavano, sprecavano il tempo. Eppure, erano proprio loro ad aver più che mai bisogno del calore di un focolare. Era, pensando a questi giorni di vecchiaia, che avevano sopportato, senza mai lamentarsi, tutti i disagi della vita familiare. Ma che cosa avevano sperato, e cosa avevano trovato? Che Dio li protegga, se non ci fossero stati quei caffè! Quante cose vide, quante ne ascoltò Ali Rıza Bey in quei luoghi! E la cosa più strana era che la maggior parte di quei vecchi aveva finito per affrontare proprio ciò che per tutta la vita aveva più temuto. [p. 49]

Per le strade, come gli insetti notturni che si raccolgono attorno a una luce intensa, c’era una vita segreta che si muoveva, ribollente… Una folla accorsa da lontano, attirata dalla musica e dalla luce. Donne, uomini, bambini… Alcuni, dalla strada, osservavano la felicità della casa in festa; altri, incoraggiati dalle porte spalancate e dal caos all’interno, si sparpagliavano lentamente nel giardino. [p. 69]

Ora, ogni giorno, con un fagotto in mano, si dirigeva verso il mercato di Üsküdar. A quanto pare, stava vendendo una parte dei beni di casa, per tornare con un pezzo di pane avvolto in un fazzoletto o qualche spicciolo da gettare nelle mani del creditore più insistente. [p. 107]

Uno dei suoi compagni di caffè, un maggiore in pensione, un giorno lo tirò da parte in un angolo di uno dei caffè di Üsküdar:
— Fratello Ali Rıza Bey, devo parlarti di una cosa molto importante, disse. Ho esitato a lungo… Ma poiché ti stimo molto e ti considero un uomo onesto… [p. 139]

Si alzò in piedi, dicendo soltanto: “È successo anche questo, dunque?” Abbassò il capo come se, improvvisamente calata la notte, non riuscisse più a vedere dove metteva i piedi, e cominciò a camminare lentamente, tastando i selciati col bastone. Continuava a mormorare, con una voce abbastanza alta da essere udita dai passanti. [p. 141]
Ideazione, fotografie e traduzione dal turco di Duru Öztürk, classe 12/IV B





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