La storia di mia nonna Adalgisa: un'italiana a Istanbul
- Redazione
- 7 days ago
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La storia di Adalgisa Cardone, come quella di tanti italiane e italiani, è una storia di migrazione. Adalgisa è nata a Pergola, in provincia di Pesaro e, nel 1955, ha lasciato la casa e la sua famiglia. La Seconda guerra mondiale era finita da 10 anni e lei, secondogenita di una famiglia con quattro figli, ha dovuto far fronte alle scarse possibilità di trovare lavoro. Fu per questa ragione che decise di partire per Istanbul, al seguito di una famiglia italiana, per fare la balia - l'attività che oggi chiamiamo baby sitter.

Sicuramente non è stata una scelta semplice: Adalgisa era una giovane donna, non sposata, che ha dovuto convincere la sua famiglia a lasciarla partire. La cosa ancor più difficile deve essere successa dopo, quando ha deciso di sposare un uomo italiano di Istanbul, una scelta che l’avrebbe radicata per sempre in questa città.
Il suo primo impatto con la città deve essere stato scioccante. Una ragazza di vent’anni, che non parlava alcuna lingua straniera e proveniva da un paese piccolo della provincia italiana, si è ritrovata in una grande città sconosciuta.
La società turca di allora era più tradizionale rispetto a quella italiana, ma l’incontro con il suo futuro marito ha reso l’integrazione più semplice. In poco tempo ha imparato non solo il turco, ma anche il greco e il francese che, a quel tempo, erano lingue molto presenti e utilizzate a Istanbul. In quegli anni, infatti, la comunità ortodossa era molto numerosa e quasi tutte le famiglie italiane parlavano il greco e frequentavano la comunità greca, mentre il francese era la lingua franca del momento, un po’ come l’inglese di oggi.

Un passaggio importante della sua vita è stato l’incontro con l'uomo con cui ha passato la vita intera. La signora Adalgisa ha conosciuto Angelo, mentre faceva acquisti al mercato del pesce di Beyoğlu, il cosiddetto Balık Pazarı, che, a quel tempo, era una vero e proprio mercato con negozi, fruttivendoli, macellerie, pescherie e pasticcerie.
Il padre di Angelo era fruttivendolo ed essendo l’unico negozio dove si parlava italiano era diventato il luogo di riferimento di Adalgisa. Angelo vi lavorava per dare una mano nella gestione dell’attività.
Dopo il matrimonio, Adalgisa ha vissuto tutta la vita con la sua nuova famiglia e qui ha potuto integrarsi e conoscere le tradizioni locali, imparandole dalla suocera.

Naturalmente Adalgisa non ha mai perso il legame con la sua terra e ha mantenuto sempre i contatti con la famiglia, prima attraverso le lettere, poi con il telefono e, ora, ovviamente, usa Whatsapp. Finché erano in vita i suoi genitori, andava ogni paio di anni in Italia. Al tempo viaggiare era molto meno comune di quanto lo sia oggi.
Pur avendo appreso la preparazione di tante pietanze della tradizione turca, non ha mai perso il suo gusto italiano. In famiglia erano famose le sue tagliatelle al sugo, le lasagne e i ravioli, il tutto fatto a mano.
Dal matrimonio di Adalgisa e Angelo sono nati due figli. In quella casa si parlava esclusivamente italiano e si guardava la televisione italiana.
Adalgisa ha vissuto tutta la sua vita adulta in Turchia, si è integrata facilmente, ma certo una certa nostalgia l’ha sentita, non tanto dell’Italia, ma per la sua gioventù.
La lezione di Adalgisa, che forse ha un valore per tutti noi, è che non importa dove la vita di porta, l’importante è cercare di vivere rispettando ed amando il luogo in cui ti trovi.

Dedicato a mia nonna e mio nonno,
Matteo Casagrande, classe 12/IV B anno scolastico 2025-2026



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